Nozioni Base

Tasso fisso o variabile

In realtà la scelta è meno intuitiva di quanto sembri. E capire il funzionamento dei tassi può significare risparmiare soldi nel corso degli anni.

02 Marzo 2026 Aggiornato il 02 Marzo 2026
Tasso fisso o variabile

Quando arriva il momento di chiedere un finanziamento o un mutuo, una delle prime domande è sempre la stessa: meglio il tasso fisso o il tasso variabile?
Per molti la risposta sembra ovvia: “Il fisso è più sicuro”, “Il variabile conviene di più”.

In realtà la scelta è meno intuitiva di quanto sembri. E capire il funzionamento dei tassi può significare risparmiare soldi nel corso degli anni.

Chi decide i tassi?

I tassi di riferimento dell’economia europea vengono fissati dalla Banca Centrale Europea (BCE).

La logica è semplice:

  • Se l’inflazione è alta → la BCE alza i tassi per rallentare i consumi.

  • Se l’economia rallenta → la BCE abbassa i tassi per stimolare investimenti e credito.

Quando la BCE cambia i tassi, le banche adeguano di conseguenza i propri prodotti: mutui, prestiti, finanziamenti.

Tasso fisso: la scelta della stabilità

Con il tasso fisso, l’interesse resta identico per tutta la durata del finanziamento.
Vuol dire che:

  • la rata mensile non cambia mai;

  • sai esattamente quanto pagherai fino all’ultima rata;

  • non corri il rischio che aumenti in futuro.

Esempio

  • Finanziamento: 20.000 €

  • Durata: 10 anni

  • Tasso fisso: 4%

  • Rata: 202 €

  • Totale da restituire: 24.240 €

PRO

  • Stabilità totale

  • Ottimo per chi vuole pianificare senza sorprese

  • Ideale se i tassi sono bassi

CONTRO

  • Se i tassi scendono, tu continui comunque a pagare la rata più alta

  • Spesso il tasso fisso è più costoso all’inizio rispetto al variabile

Tasso variabile: la possibilità di risparmiare (con rischio)

Con il tasso variabile, l’interesse cambia nel tempo.
La rata può salire o scendere in base ai movimenti dell’Euribor, l’indice che segue da vicino le decisioni della BCE.

Esempio

Stesso finanziamento: 20.000 € – 10 anni

  • Tasso iniziale: 3% → Rata: 193 €

  • Se l’Euribor sale al 5% → Rata: 220 €

  • Se scende all’1% → Rata: 175 €

PRO

  • Potenziale risparmio se i tassi scendono

  • Parte spesso con un tasso più basso rispetto al fisso

CONTRO

  • Le rate possono aumentare sensibilmente nel tempo

  • Non adatto a chi preferisce una spesa certa e costante

Varianti del tasso variabile

Per chi vuole la flessibilità del variabile ma con un po’ di protezione esistono due soluzioni intermedie.

  • Variabile con CAP: si definisce un tetto massimo, la rata può salire ma solo fino a un certo livello. È una sorta di “variabile protetto”.

  • Variabile a rata costante: la rata resta fissa, ma cambia la durata del prestito. Se i tassi salgono, il prestito si allunga; se scendono, si accorcia.

Tasso misto: il compromesso

Il tasso misto permette di alternare tasso fisso e variabile in determinati momenti (ad esempio ogni 3 o 5 anni).
È pensato per chi vuole flessibilità senza rinunciare completamente alla stabilità.

Morale della storia

Il tasso fisso assomiglia a un abbonamento Netflix: sai quanto paghi ogni mese, punto.
Il tasso variabile è più simile al prezzo dei voli aerei: oggi conveniente, domani chissà.

La scelta migliore dipende da:

  • la tua capacità di sostenere eventuali aumenti delle rate;

  • la tua propensione al rischio;

  • l’andamento previsto dei tassi;

  • l’orizzonte del finanziamento (breve o lungo?).